{"id":3197,"date":"2012-05-11T09:07:16","date_gmt":"2012-05-11T07:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/?p=3197"},"modified":"2012-05-11T09:07:16","modified_gmt":"2012-05-11T07:07:16","slug":"vies-e-sanabile-la-mancata-iscrizione-allarchivio-intracomunitario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/vies-e-sanabile-la-mancata-iscrizione-allarchivio-intracomunitario.html","title":{"rendered":"VIES: \u00e8 sanabile la mancata iscrizione all&#8217;archivio intracomunitario?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fonte: Eutekne.info<\/strong><\/p>\n<p><strong>Data: 09\/05\/2012<\/strong><\/p>\n<p><strong>Autore: S. Cerato<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019art. 2, comma 1, DL n. 16\/2012 contiene la possibilit\u00e0 di\u00a0<strong>sanare\u00a0<\/strong>la\u00a0<strong>mancata comunicazione preventiva\u00a0<\/strong>per la \u201cfruizione di benefici di natura fiscale o l\u2019accesso a regimi fiscali opzionali\u201d, purch\u00e9 sussistano i seguenti requisiti:<br \/>\n&#8211; la violazione non sia gi\u00e0 stata\u00a0<strong>oggetto di constatazione<\/strong>\u00a0o non siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche, ovvero altre attivit\u00e0 di\u00a0<strong>accertamento<\/strong>;<br \/>\n&#8211; il contribuente abbia i\u00a0<strong>requisiti sostanziali\u00a0<\/strong>richiesti dalle norme di riferimento;<br \/>\n&#8211; sia effettuata la comunicazione o l\u2019adempimento richiesto\u00a0<strong>entro\u00a0<\/strong>il termine di presentazione della\u00a0<strong>prima dichiarazione utile<\/strong>;<br \/>\n&#8211; sia versata contestualmente la\u00a0<strong>sanzione di 258 euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Il perimetro applicativo della disposizione in esame sembra, ad una prima lettura, particolarmente\u00a0<strong>ampio<\/strong>, atteso che riguarda\u00a0<strong>tutte le fattispecie\u00a0<\/strong>in cui per fruire di un beneficio fiscale, ovvero per accedere a regimi opzionali, il contribuente debba presentare una<strong>comunicazione<\/strong>, o una richiesta, all&#8217;Amministrazione finanziaria. In attesa di conoscere il pensiero dell\u2019Agenzia delle Entrate, necessario e nel contempo urgente per dar modo ai contribuenti di comprendere con esattezza l\u2019oggetto della \u201csanatoria\u201d, molti operatori economici si stanno domandando in questo periodo <strong>se sia possibile sanare, tramite la disposizione di cui all\u2019art. 2 del DL n. 16\/2012, anche la\u00a0mancata iscrizione al VIES, quale condizione necessaria per poter effettuare\u00a0operazioni intracomunitarie.<\/strong><\/p>\n<p>A tale proposito, infatti, l\u2019Agenzia delle Entrate, dapprima nella <strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2011\/08\/CM.39.E.2011.archivio.VIES_.pdf\">CM 39\/E\/2011<\/a><\/strong>\u00a0e successivamente nella recente <a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2012\/05\/RM.42.E.2012.VIES_.mancata.iscrizione.pdf\"><strong>RM 42\/E\/2012<\/strong><\/a>, ha precisato che, in\u00a0<strong>assenza\u00a0di regolare<\/strong>\u00a0<strong>iscrizione al VIES<\/strong>:<br \/>\n&#8211; le cessioni e le prestazioni di servizi\u00a0<strong>intracomunitarie\u00a0<\/strong>effettuate da un soggetto IVA nazionale, non iscritto nel VIES, devono essere assoggettate ad IVA in Italia, in quanto\u00a0<strong>operazioni \u201cinterne\u201d<\/strong>\u00a0e non intracomunitarie;<br \/>\n&#8211; specularmente, si precisa nella <a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2012\/05\/RM.42.E.2012.VIES_.mancata.iscrizione.pdf\"><strong>RM 42\/E\/2012<\/strong><\/a>, \u201cl\u2019acquirente italiano non regolarmente iscritto al VIES, ricevuta la fattura senza IVA dal fornitore europeo,\u00a0<strong>non\u00a0<\/strong>deve procedere alla\u00a0<strong>doppia annotazione\u00a0<\/strong>della stessa nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti, non essendo applicabile il meccanismo dell\u2019inversione contabile\u201d.<\/p>\n<p>Premesso che l\u2019iscrizione al VIES deve essere\u00a0<strong>richiesta prima dell\u2019effettuazione\u00a0<\/strong>delle operazioni intracomunitarie, per l\u2019effettuazione delle quali \u00e8 tra l\u2019altro richiesto un lasso temporale di\u00a0<strong>30 giorni\u00a0<\/strong>dalla data della richiesta, \u00e8 necessario verificare se tale \u201ciscrizione\u201d costituisca o meno la condizione per fruire di\u00a0<strong>benefici fiscali<\/strong>, ovvero per accedere ad un\u00a0<strong>regime fiscale opzionale<\/strong>. Relativamente al primo aspetto, a parere di chi scrive l\u2019iscrizione al VIES non costituisce una condizione per fruire di benefici fiscali, in quanto il regime IVA delle operazioni intracomunitarie non presenta particolari benefici fiscali, atteso che le disposizioni del DL 331\/93 prevedono il regime della\u00a0<strong>tassazione a destino\u00a0<\/strong>dell\u2019operazione intracomunitaria, in luogo di quello, tipico delle operazioni interne, della tassazione nel luogo di partenza.<\/p>\n<div>\n<p><strong>VIES come condizione per accedere a un regime fiscale opzionale<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>Pi\u00f9 delicato, invece, \u00e8 il secondo aspetto, quello relativo ai\u00a0<strong>regimi fiscali opzionali<\/strong>, in quanto \u00e8 necessario chiedersi se l\u2019iscrizione al VIES, quale condizione per operare in ambito comunitario, costituisca o meno un regime fiscale opzionale. Tenendo conto delle interpretazioni fornite dall&#8217;Agenzia delle Entrate, in precedenza riportate, e in attesa di conoscere il pensiero definitivo dell\u2019Amministrazione finanziaria a tale riguardo, la risposta potrebbe essere\u00a0<strong>affermativa<\/strong>, in quanto l\u2019Agenzia stessa sembra di fatto sostenere che l\u2019iscrizione al VIES costituisca una sorta di\u00a0<strong>opzione\u00a0<\/strong>per poter applicare il regime proprio delle operazioni intracomunitarie (tassazione a destino), in assenza della quale si rende applicabile il regime \u201cnaturale\u201d delle operazioni ai fini IVA (tassazione nel luogo di partenza). Tale interpretazione, che si riscontrerebbe anche nel pensiero dell\u2019Agenzia (<strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2011\/08\/CM.39.E.2011.archivio.VIES_.pdf\">CM 39\/E\/2011<\/a><\/strong>\u00a0e <strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2012\/05\/RM.42.E.2012.VIES_.mancata.iscrizione.pdf\">RM 42\/E\/2012<\/a><\/strong>), costituisce di fatto un naturale effetto del rapporto che sussiste tra la\u00a0<strong>disciplina generale dell\u2019IVA<\/strong>, contenuta nel DPR 633\/1972, e quella \u201c<strong>derogatoria<\/strong>\u201d prevista per le operazioni intracomunitarie, di cui al DL 331\/93, applicabile in presenza dei requisiti ivi contenuti, e previo esercizio dell\u2019\u201copzione\u201d che si materializza con la richiesta di iscrizione al VIES. In assenza di tale opzione, quindi, torna naturalmente applicabile il\u00a0<strong>regime proprio <\/strong>previsto dalle\u00a0<strong>disposizioni \u201cnazionali\u201d<\/strong>\u00a0del DPR 633\/1972.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Eutekne.info Data: 09\/05\/2012 Autore: S. 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