{"id":3475,"date":"2012-07-18T11:27:37","date_gmt":"2012-07-18T09:27:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/?p=3475"},"modified":"2015-10-29T17:23:47","modified_gmt":"2015-10-29T15:23:47","slug":"subappalti-costruzioni-edili-trattamento-iva-differenziato-se-il-reverse-charge-e-obbligatorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/subappalti-costruzioni-edili-trattamento-iva-differenziato-se-il-reverse-charge-e-obbligatorio.html","title":{"rendered":"Subappalti costruzioni edili: trattamento IVA differenziato se il reverse charge \u00e8 obbligatorio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fonte: Eutekne.info<\/strong><\/p>\n<p><strong>Data: 14\/07\/2012<\/strong><\/p>\n<p><strong>Autore: M. Peirolo<\/strong><\/p>\n<p>Nel settore edile, pu\u00f2 accadere che una societ\u00e0 italiana effettui, per conto di un soggetto IVA stabilito in un altro Paese UE (ad esempio, la\u00a0Francia), lavori inerenti la\u00a0<strong>costruzione di un fabbricato non situato in Italia<\/strong>. Pu\u00f2 anche verificarsi che la societ\u00e0 italiana si avvalga di\u00a0<strong>subappaltatori locali<\/strong>, cio\u00e8 stabiliti nel luogo di ubicazione dell\u2019immobile in corso di edificazione.<br \/>\nAi fini IVA, le domande da porsi riguardano essenzialmente l\u2019<strong>individuazione del luogo impositivo<\/strong>\u00a0e, relativamente al rapporto di subappalto, l\u2019applicabilit\u00e0 del meccanismo del\u00a0<strong>reverse charge<\/strong>, con traslazione dell\u2019obbligo impositivo in capo al subappaltatore estero.<\/p>\n<p>Riguardo al primo aspetto, in base all\u2019art. 47 Direttiva n. 2006\/112\/CE, recepito dall\u2019art. 7-<em>quater<\/em>, comma 1, lett. a), DPR 633\/1972, \u201cluogo delle prestazioni di servizi relativi a un bene immobile (\u2026) \u00e8 il\u00a0<strong>luogo in cui \u00e8 situato il bene<\/strong>\u201d.<br \/>\nNon \u00e8, tuttavia, il riferimento all\u2019immobile che determina il luogo impositivo, bens\u00ec la\u00a0<strong>natura della prestazione\u00a0<\/strong>in concreto resa. Secondo la Corte di Giustizia (causa\u00a0C-166\/05, Heger), la tassazione nel luogo di ubicazione dell\u2019immobile presuppone, infatti, l\u2019esistenza di un\u00a0<strong>nesso sufficientemente diretto\u00a0<\/strong>tra la prestazione e il bene.<br \/>\nLa stessa Amministrazione finanziaria ha delimitato l\u2019ambito applicativo del criterio territoriale in funzione della \u201cpresenza di una\u00a0<strong>relazione concreta ed effettiva\u00a0<\/strong>con il bene immobile\u201d (<strong>RM\u00a048\/E\/2010<\/strong>\u00a0e <strong>CM\u00a037\/E\/2011<\/strong>, \u00a7 3.1.1).<\/p>\n<p>Il descritto criterio interpretativo supera la posizione espressa dalla Suprema Corte (sentenza 26 maggio 2010 n.\u00a012834) in ordine al rapporto tra le disposizioni che regolano il presupposto territoriale, da individuare \u2013 secondo i giudici di legittimit\u00e0 \u2013 in funzione dell\u2019<strong>esclusivo riferimento all\u2019immobile<\/strong>. Il criterio del luogo di ubicazione dell\u2019immobile riguarderebbe \u201c<strong>tutte le prestazioni di servizi\u00a0<\/strong>inerenti ad immobili situati in Italia, come si evince chiaramente dal fatto che il legislatore si \u00e8 premurato di chiarire che sono \u00abcomprese\u00bb anche le perizie, le prestazioni di agenzia, ecc., proprio per evitare equivoci e per chiarire che la localizzazione dell\u2019immobile determina l\u2019imponibilit\u00e0 in Italia delle prestazioni di servizio di ogni tipo\u201d.<\/p>\n<p>Rispetto al caso in esame, ipotizzando che si sia in presenza di un \u201c<strong>nesso sufficientemente diretto<\/strong>\u201d con l\u2019immobile, le prestazioni relative all\u2019immobile ubicato in Francia, rese ad un soggetto passivo francese, si considerano ivi territorialmente rilevanti agli effetti del tributo sul valore aggiunto. Il prestatore italiano, conseguentemente, non \u00e8 tenuto ad emettere la fattura, siccome il relativo obbligo, ex art. 21, comma 6, del DPR n. 633\/1972, \u00e8 previsto per le sole\u00a0<strong>prestazioni di servizi \u201cgeneriche\u201d<\/strong>\u00a0escluse da IVA in Italia\u00a0<em>ex\u00a0<\/em>art. 44 della Direttiva n. 2006\/112\/CE, recepito dall\u2019art. 7-<em>ter<\/em>, comma 1, lett. a), del DPR n. 633\/1972; quindi, non anche per quelle detassate in base al citato art. 7-<em>quater<\/em>. L\u2019imposta \u00e8 assolta in Francia dal committente, soggetto passivo, senza necessit\u00e0, per l\u2019operatore italiano, di identificarsi direttamente o per mezzo di un rappresentante fiscale.<\/p>\n<p>Riguardo al secondo aspetto, se la Francia si \u00e8 avvalsa, come l\u2019Italia, della\u00a0<strong>facolt\u00e0 di traslazione dell\u2019obbligo d\u2019imposta\u00a0<\/strong>in capo al destinatario del servizio, prevista dall\u2019art. 199, par. 1, lett. a), della Direttiva n. 2006\/112\/CE, pu\u00f2 utilmente richiamarsi la <strong>CM\u00a011\/E\/2007\u00a0(risposta 5.1)<\/strong>. In tale ipotesi, infatti, \u00e8 la societ\u00e0 italiana che, in quanto\u00a0<strong>debitore d\u2019imposta<\/strong>\u00a0in luogo del subappaltatore francese, deve identificarsi in tale Paese al fine di assolvere l\u2019imposta.<\/p>\n<p>Riepilogando, se la Francia ha previsto l\u2019<strong>obbligo di reverse charge<\/strong>, con una portata applicativa analoga a quella prevista dall\u2019Amministrazione finanziaria italiana, il regime IVA\u00a0appare il seguente:<br \/>\n&#8211; rapporto subappaltatore francese\/appaltatore italiano: identificazione IVA in Francia dell\u2019appaltatore italiano con assolvimento, da parte di quest\u2019ultimo, dell\u2019IVA francese;<br \/>\n&#8211; rapporto appaltatore italiano\/committente francese: IVA francese con reverse charge in capo al committente francese.<\/p>\n<p>Se, invece, la Francia\u00a0<strong>non si \u00e8 avvalsa della facolt\u00e0\u00a0<\/strong>in parola, ovvero se la portata applicativa del reverse charge differisce da quella prevista dall\u2019Amministrazione finanziaria italiana, \u00e8 il subappaltatore francese che, in quanto debitore d\u2019imposta, deve assoggettare a IVA la prestazione, territorialmente rilevante in Francia\u00a0<em>ex\u00a0<\/em>art. 47 della Direttiva n. 2006\/112\/CE. Nel rapporto appaltatore italiano\/committente francese resta dovuta l\u2019IVA francese, con reverse charge in capo al committente francese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Eutekne.info Data: 14\/07\/2012 Autore: M. 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