{"id":3550,"date":"2012-09-07T12:02:24","date_gmt":"2012-09-07T10:02:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/?p=3550"},"modified":"2015-10-29T17:21:58","modified_gmt":"2015-10-29T15:21:58","slug":"intra-ue-la-cessione-intra-ue-puo-anche-essere-imponibile-iva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/intra-ue-la-cessione-intra-ue-puo-anche-essere-imponibile-iva.html","title":{"rendered":"INTRA UE: la cessione intra UE pu\u00f2 anche essere imponibile IVA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fonte: Eutekne.info<\/strong><\/p>\n<p><strong>Autori: V. Cristiano e M. Sodini<\/strong><\/p>\n<p><strong>Data: 07\/09\/2012<\/strong><\/p>\n<p>La Corte di Giustizia, con sentenza 6 settembre 2012, procedimento\u00a0<strong>C-273\/11<\/strong>, conferma il principio secondo cui, nel quadro di una\u00a0<strong>cessione intracomunitaria\u00a0<\/strong>complessivamente considerata, gli Stati membri possono\u00a0<strong>non riconoscere\u00a0<\/strong>al venditore l\u2019<strong>esenzione dall\u2019IVA\u00a0<\/strong>soltanto quando il contribuente non riesce \u201ccompiutamente\u201d a\u00a0<strong>dimostrare\u00a0<\/strong>che si tratta di una transazione commerciale intercorsa tra soggetti comunitari.<\/p>\n<p>Se per\u00f2 questa \u00e8 la regola generale, i giudici riconoscono la \u201csopravvivenza\u201d di un principio in deroga: se l\u2019operatore comunitario (venditore) ha soddisfatto gli adempimenti che sorgono dal diritto nazionale e dalla prassi comune (anche consuetudinaria), il medesimo non pu\u00f2 qualificarsi quale\u00a0<strong>debitore\u00a0<\/strong>dell\u2019imposta nello Stato Ue di cessione laddove la previsione contrattuale di spedire (o trasportare) le merci fuori dal territorio del Paese non sia stata assolta dall\u2019acquirente.<\/p>\n<p>Il percorso elaborato dai Giudici della Corte Ue parte dall\u2019esame dell\u2019articolo 138, par. 1, della Direttiva 2006\/112, in forza del quale gli Stati membri\u00a0<strong>esentano\u00a0<\/strong>le cessioni di beni spediti o trasportati, fuori del loro rispettivo territorio ma nell\u2019Unione, dal venditore, dall\u2019acquirente o per loro conto, effettuate nei confronti di un altro soggetto passivo o di un ente non soggetto passivo, che agisce in quanto tale in uno Stato membro diverso dallo Stato membro di partenza della spedizione o del trasporto dei beni.<\/p>\n<p>Richiamando la costante giurisprudenza comunitaria, i giudici europei chiariscono che l\u2019<strong>esenzione della cessione intracomunitaria diviene applicabile \u201csolo quando il potere di\u00a0disporre del bene\u00a0come proprietario \u00e8 stato\u00a0trasmesso all\u2019acquirente\u00a0e quando il venditore\u00a0prova\u00a0che tale bene \u00e8 stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione\u201d<\/strong> (<em>cfr<\/em>. sentenza 27 settembre 2007,\u00a0<strong>C-409\/04<\/strong>, Teleos). Ancor pi\u00f9 nello specifico, viene chiarito che il trasferimento all\u2019acquirente del diritto di disporre di un bene materiale come proprietario costituisce una condizione relativa a qualsiasi cessione di beni,\u00a0<em>ex\u00a0<\/em>art. 14, par. 1, della Direttiva 2006\/112, ma non per questo in grado di \u201cetichettare\u201d come\u00a0<strong>comunitaria\u00a0<\/strong>l\u2019operazione di interesse.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda, in secondo luogo, l\u2019<strong>obbligo, per il venditore, di\u00a0dimostrare\u00a0che il bene \u00e8 stato\u00a0spedito o trasportato\u00a0<\/strong>al di fuori dello Stato membro di cessione, dalla giurisprudenza comunitaria risulta che, in mancanza di specifiche disposizioni nella Direttiva 2006\/112 per quanto riguarda le prove che i soggetti passivi siano tenuti a fornire per beneficiare dell\u2019esenzione dall\u2019IVA, \u201c<strong>spetta agli\u00a0Stati membri, conformemente all\u2019articolo 131 della direttiva 2006\/112, fissare le\u00a0condizioni\u00a0alle quali le cessioni intracomunitarie sono da essi esentate, per assicurare una corretta e semplice applicazione di dette esenzioni e per prevenire ogni possibile evasione, elusione e abuso\u201d<\/strong>. Tuttavia, sottolinea la Corte, nell\u2019esercizio dei loro poteri, gli Stati membri devono rispettare \u201ci<strong>\u00a0principi generali\u00a0<\/strong>del diritto che fanno parte dell\u2019ordinamento giuridico dell\u2019Unione, quali, in particolare, i principi di certezza del diritto e di proporzionalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>A tale riguardo, la Corte di Giustizia ha gi\u00e0 evidenziato che, in una situazione in cui manifestamente non esiste<strong>\u00a0alcuna prova tangibile\u00a0<\/strong>che permetta di ritenere che i beni di cui trattasi sono stati trasferiti al di fuori del territorio dello Stato membro di cessione, porre il soggetto passivo nell\u2019obbligo di\u00a0fornire una tale prova non garantisce la\u00a0<strong>corretta applicazione\u00a0<\/strong>del regime delle\u00a0<strong>esenzioni\u00a0<\/strong>(<em>cfr<\/em>. sentenza Teleos citata).<\/p>\n<p><strong>La prova dipende dagli elementi che il cedente riceve dall\u2019acquirente<\/strong><\/p>\n<p>Non da ultimo, occorre precisare che, qualora l\u2019acquirente benefici del potere di disporre del bene di cui trattasi come proprietario nello Stato membro di cessione e, contestualmente, provveda al\u00a0<strong>trasporto\u00a0<\/strong>di detto bene verso lo Stato membro di destinazione, si deve tener conto del fatto che la prova che il venditore pu\u00f2 produrre alle autorit\u00e0 tributarie dipende fondamentalmente dagli\u00a0<strong>elementi\u00a0<\/strong>che egli riceve a tal fine dall\u2019acquirente.<\/p>\n<p>La Corte, in conclusione, si sofferma su un ulteriore aspetto:\u00a0l\u2019esenzione di una cessione intracomunitaria non pu\u00f2 essere\u00a0<strong>negata\u00a0<\/strong>al venditore per la sola ragione che l\u2019Amministrazione tributaria di un altro Stato membro ha proceduto a una cancellazione del numero d\u2019identificazione IVA dell\u2019acquirente che, sebbene verificatasi dopo la cessione del bene, ha prodotto effetti, in modo retroattivo, a una data precedente a quest\u2019ultima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Eutekne.info Autori: V. 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