{"id":4492,"date":"2013-12-03T17:50:52","date_gmt":"2013-12-03T15:50:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/?p=4492"},"modified":"2016-01-28T18:26:08","modified_gmt":"2016-01-28T16:26:08","slug":"iva-esenzione-su-servizi-educativi-se-le-finalita-perseguite-sono-simili-a-quelle-degli-organismi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/iva-esenzione-su-servizi-educativi-se-le-finalita-perseguite-sono-simili-a-quelle-degli-organismi-pubblici.html","title":{"rendered":"IVA: esenzione su servizi educativi se le finalit\u00e0 perseguite sono simili a quelle degli organismi pubblici"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fonte: Fisco Oggi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Data: 29\/11\/2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>Autore: M. Maiorino<\/strong><\/p>\n<p><strong>Corte Ue: sui servizi educativi,\u00a0ok a esenzione ma a una condizione<\/strong><\/p>\n<div>La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull\u2019interpretazione normativa di alcuni articoli della <a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2011\/03\/Direttiva.IVA_.2006.LexUriServ.pdf\"><strong>direttiva 2006\/112\/Cee<\/strong><\/a>, relativa al sistema comune Iva<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull\u2019interpretazione ex artt. 132,133 e 134 Direttiva 2006\/112\/CEE, relativa al sistema comune sull\u2019Iva. La domanda \u00e8 stata presentata nell\u2019ambito di una controversia che oppone l\u2019amministrazione finanziaria polacca a una societ\u00e0 di diritto polacco in relazione ai servizi educativi forniti a fini commerciali da organismi non pubblici.<strong>Il protagonista della controversia<\/strong><br \/>\nLa societ\u00e0 organizza azioni di formazione e conferenze specializzate in vari settori di istruzione e formazione. Tali azioni sono organizzate dalla societ\u00e0 nell\u2019ambito delle proprie attivit\u00e0 economiche il cui fine consiste nel generare un regolare profitto. Tra l\u2019Amministrazione e la societ\u00e0 \u00e8 insorta una controversia relativa alla possibilit\u00e0 che i servizi di formazione erogati siano esentati dall\u2019Iva, ovvero ad essa assoggettati.<strong>Il rinvio ai giudici comunitari<\/strong><br \/>\nLa controversia \u00e8 approdata all\u2019autorit\u00e0 giurisdizionale competente che ha sollevato dinanzi alla Corte Ue, tra l\u2019altro, la seguente questione pregiudiziale. In particolare se le disposizioni ex artt. 132, 133 e 134 direttiva Iva debbano essere interpretate nel senso che ostano all\u2019applicazione ai servizi educativi forniti a fini commerciali da organismi non pubblici dell\u2019esenzione dall\u2019Iva.<strong>Le valutazioni della Corte Ue<\/strong><br \/>\nIn via preliminare l\u2019art. 132 Direttiva, alla lettera i) prevede l\u2019esenzione per \u201cl\u2019educazione dell\u2019infanzia o della giovent\u00f9, l\u2019insegnamento scolastico o universitario, la formazione o riqualificazione professionale, nonch\u00e9 le prestazioni di servizi e le cessioni di beni con essi strettamente connesse, effettuate da enti di diritto pubblico aventi lo stesso scopo o da altri organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato come aventi finalit\u00e0 simili\u201d.<br \/>\nIn base a quanto risulta dalla giurisprudenza consolidata, i termini con cui sono state designate le esenzioni, ex art. 132 sesta direttiva, devono essere interpretati restrittivamente. Tuttavia, l\u2019interpretazione di tali termini deve essere conforme agli obiettivi perseguiti da tali esenzioni e rispettare le prescrizioni derivanti dal principio di neutralit\u00e0 fiscale relativo al sistema comune dell\u2019Iva.<br \/>\nQuanto all\u2019obiettivo perseguito dall\u2019esenzione ex art. 132 Direttiva IVA, emerge da tale disposizione che l\u2019esenzione, garantendo un trattamento pi\u00f9 favorevole, in materia di Iva, alle prestazioni connesse all\u2019insegnamento, \u00e8 diretta a facilitare l\u2019accesso a tali prestazioni evitando l\u2019aumenti dei costi che si verificherebbe nel caso del loro assoggettamento a imposta.<br \/>\nSulla base di tali finalit\u00e0, si deve rammentare che il carattere commerciale di una attivit\u00e0 non esclude, nell\u2019ambito dell\u2019articolo 132 della direttiva Iva, che essa presenti il carattere di un\u2019 attivit\u00e0 di interesse pubblico.<br \/>\nParimenti, la Corte UE ha precisato che il termine organismo, menzionato ex art. 132, \u00e8 in via di principio sufficientemente ampio per includere enti privati che perseguono scopi di lucro.<br \/>\nLaddove il legislatore comunitario non ha espressamente subordinato il beneficio delle esenzioni in parola alla mancanza di uno scopo di lucro, il perseguimento di tale scopo non pu\u00f2 escludere il beneficio delle esenzioni.<br \/>\nInoltre, l\u2019articolo 134 della direttiva non esclude affatto la possibilit\u00e0 di estendere l\u2019esenzione di cui all\u2019articolo 132 della direttiva a organismi privati che effettuino servizi educativi a fini commerciali.<br \/>\nLa Corte ritiene al riguardo che le disposizioni ex artt. 132, 133 e 134 Direttiva non ostano a che i servizi educativi forniti a fini commerciali da organismi non pubblici siano esentati da Iva.<br \/>\nSecondo l\u2019articolo 132 della direttiva Iva,<strong> i servizi educativi sono esentati soltanto se effettuati da enti di diritto pubblico con uno scopo di istruzione o da altri organismi riconosciuti dallo Stato\u00a0 membro interessato aventi finalit\u00e0 similari<\/strong>. Da ci\u00f2 deriva che <strong>gli altri organismi, quali quelli privati, devono soddisfare il requisito di perseguire finalit\u00e0 simili a quelle dei suddetti organismi pubblici<\/strong>.<br \/>\nPertanto, un\u2019esenzione applicabile in maniera generale, come nel caso di specie, all\u2019insieme delle prestazioni di servizi educativi, qualunque sia lo scopo perseguito dagli organismi privati che forniscono tali prestazioni, \u00e8 incompatibile con l\u2019articolo 132, come concepito dal legislatore comunitario.<br \/>\nNei limiti in cui l\u2019articolo 132 della direttiva Iva non precisi le condizioni e le modalit\u00e0 in base alle quali tali finalit\u00e0 simili possono essere riconosciute, compete in via di principio al diritto nazionale di ciascuno Stato membro fissare le norme in base alle quali un tale riconoscimento pu\u00f2 essere accordato ad organismi del genere.<\/p>\n<p><strong>Le conclusioni della Corte di giustizia<\/strong><br \/>\nTutto ci\u00f2 premesso, la Corte perviene alla conclusione che <strong>le disposizioni degli articoli 132, 133\u00a0 e 134 della direttiva Iva devono essere interpretate nel senso che non ostano a che i servizi educativi forniti a fini commerciali da organismi non pubblici siano esentati dall\u2019Iva.<\/strong><br \/>\n<strong>Tuttavia, l\u2019articolo 132 \u00a0osta a una esenzione dell\u2019insieme delle prestazioni di servizi\u00a0 educativi, in maniera generale, senza che siano prese in considerazione le finalit\u00e0 perseguite da organismi non pubblici che forniscono tali prestazioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><br \/>\n<strong>Data della sentenza<\/strong><br \/>\n28 novembre 2013<br \/>\n<strong>Numero della causa<\/strong><br \/>\nC\u2011319\/12<br \/>\n<strong>Nome delle parti<\/strong><br \/>\nMinister Finans\u00f3w<br \/>\ncontro<br \/>\nMDDP sp. zo.o. Akademia Biznesu<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Fisco Oggi Data: 29\/11\/2013 Autore: M. 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