{"id":6134,"date":"2016-11-16T20:29:14","date_gmt":"2016-11-16T18:29:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/?p=6134"},"modified":"2017-04-11T15:31:26","modified_gmt":"2017-04-11T13:31:26","slug":"intra-ue-cessione-a-soggetto-ue-cessato-imponibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/intra-ue-cessione-a-soggetto-ue-cessato-imponibile.html","title":{"rendered":"INTRA UE: cessione a soggetto UE cessato imponibile"},"content":{"rendered":"<p><strong>La cessione a soggetto UE cessato (e senza prova del trasferimento) \u00e8 imponibile IVA. Per non perdere la non imponibilit\u00e0 il cedente nazionale deve provare lo status di soggetto passivo del cessionario e il trasferimento del bene (Sentenza n. 1577\/5\/2016 CTR Firenze).<\/strong><\/p>\n<p>Perde il regime di non imponibilit\u00e0 la cessione intra UE in cui:<\/p>\n<ul>\n<li>sulla fattura sia stato indicato il codice VIES di un soggetto UE cessato prima dell\u2019emissione della fattura,<\/li>\n<li>manchi inoltre anche la prova dell\u2019effettivo trasferimento del bene da uno Stato membro all\u2019altro.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>E&#8217; obbligatorio indicare in fattura la partita IVA del cessionario UE ex art. 46, co.2 DL 331\/1993?<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Secondo la giurisprudenza UE<\/strong> vale il principio per cui se la presenza del codice identificativo IVA del cessionario UE fornisce la prova dello status di soggetto passivo ai fini dell\u2019applicazione dell\u2019IVA e agevola il controllo tributario delle operazioni intra UE, tuttavia <strong>si tratta di un requisito formale, che non pu\u00f2 mettere in discussione il diritto all\u2019esenzione dall\u2019IVA qualora ricorrano le condizioni sostanziali di una cessione intra UE (v. causa C-273\/11, e C-587\/10)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Secondo la giurisprudenza italiana:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>la Cassazione:\n<ul>\n<li>con sentenza n. 12455\/2007, aveva stabilito che l\u2019omessa o errata indicazione del codice IVA del cessionario UE non esclude di per s\u00e9 la non imponibilit\u00e0: l&#8217;irregolarit\u00e0 formale della fattura pu\u00f2 essere sanzionata, ma operazioni per loro natura non imponibili restano non imponibili anche in presenza di irregolarit\u00e0 formale (V. anche Cassazione n. 26466\/2014 e 19368\/2015).<\/li>\n<li>Diversamente, per\u00f2, la Cassazione n. 5632\/2015 ha stabilito che, per la non imponibilit\u00e0 IVA, non basta che gli esercenti imprese, arti e professioni indichino tale numero nella documentazione sullo scambio intra UE, ma occorre anche che il cedente soggetto attivo dello scambio controlli al VIES la validit\u00e0 attuale del numero d\u2019identificazione del cessionario; in assenza di tali adempimenti, legittimamente l\u2019Ufficio finanziario pu\u00f2 ritenere che lo scambio abbia carattere nazionale e procedere al recupero dell\u2019IVA.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Con la sentenza <strong>n. 1577\/5\/2016 CTR Firenze<\/strong>, i giudici hanno stabilito che, in riferimento al requisito soggettivo, \u00e8 pur sempre necessario che l\u2019operatore nazionale sia in grado di fornire indicazioni idonee a dimostrare che la controparte non residente sia un soggetto passivo: senza tale dimostrazione, infatti, la violazione dell\u2019obbligo di indicazione del codice identificativo del soggetto UE assume uno specifico rilievo ai fini del diniego del regime di non imponibilit\u00e0 applicato alla cessione, in quanto impedisce di provare uno dei requisiti sostanziali dell\u2019operazione, la soggettivit\u00e0 passivo IVA del cessionario. Nel caso di specie, in effetti, il cedente nazionale aveva indicato in fattura un codice identificativo IVA relativo a un soggetto UE che era risultato cessato e non aveva fornito alcuna ulteriore indicazione circa la sussistenza dello status di soggetto passivo di tale cessionario estero. <strong>Inoltre e sopratutto il\u00a0cedente non aveva offerto alcuna prova del requisito oggettivo (effettivo trasferimento dei beni dall\u2019Italia ai Paesi di destinazione).\u00a0<\/strong>In proposito, l\u2019Agenzia Entrate , in riferimento alla prova della cessione intracomunitaria ha emesso diversi documenti (RM 345\/E\/2007, 477\/E\/2008, 123\/E\/2009, 19\/E\/2013, 71\/E\/2014) che si occupano dei casi in cui non \u00e8 possibile esibire il documento di trasporto, ed invece sono ammissibili altri mezzi di prova idonei, quale un insieme di documenti da cui si ricavi, con sufficiente evidenza, che il bene sia stato trasferito dallo Stato del cedente a quello dell\u2019acquirente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cessione a soggetto UE cessato (e senza prova del trasferimento) \u00e8 imponibile IVA. 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