{"id":650,"date":"2010-09-23T17:08:57","date_gmt":"2010-09-23T15:08:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/?p=650"},"modified":"2015-09-23T17:51:08","modified_gmt":"2015-09-23T15:51:08","slug":"intrastat-ultimi-chiarimenti-agenzia-entrate-cm-36e2010-e-cm-43e2010-parte-3-ulteriori-quesiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/intrastat-ultimi-chiarimenti-agenzia-entrate-cm-36e2010-e-cm-43e2010-parte-3-ulteriori-quesiti.html","title":{"rendered":"INTRASTAT: ultimi chiarimenti Agenzia Entrate &#8211; CM 43\/E\/2010 &#8211; parte 3 &#8211; ULTERIORI QUESITI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Con le <\/strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2010\/06\/CM.36.E.2010.INTRASTAT.pdf\"><strong>CM 36\/E\/2010<\/strong><\/a><strong> e <\/strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/downloads\/2010\/09\/CM.43.E.2010.INTRASTAT.pdf\"><strong>CM 43\/E\/2010<\/strong><\/a><strong>, l\u2019Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sulla nuova disciplina relativa alla compilazione degli elenchi INTRASTAT, a testimonianza che le nuove regole in materia sono tutt\u2019altro che consolidate.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiudiamo l&#8217;analisi degli ultimi chiarimenti con la CM 43\/E\/2010 del 06\/08\/2010<\/strong><\/p>\n<p><strong>QUESITO 1. COME ACCERTARE CHE L&#8217;IMPOSTA NON SIA DOVUTA NELLO STATO DEL COMMITTENTE ED EVITARE L&#8217;INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<div id=\"_mcePaste\">P<strong>er stabilire se una prestazione di servizio deve essere\u00a0inclusa nell&#8217;INTRASTAT \u00e8 necessario appurare se per essa \u00e8\u00a0dovuta l\u2019IVA nel Paese di stabilimento del committente (art.50, co.6, DL 331\/1993), quindi<\/strong>:<\/div>\n<ul>\n<li>per il <strong>committente stabilito in Italia<\/strong>, se la prestazione di servizio acquistata \u00e8 assoggettata ad un\u00a0regime di non imponibilit\u00e0 o di esenzione,\u00a0la prestazione\u00a0non va nell\u2019INTRASTAT dei servizi\u00a0ricevuti;<\/li>\n<li>per il <strong>committente stabilito\u00a0in altro Stato membro<\/strong>, il prestatore italiano deve accertare che la\u00a0prestazione resa sia esente o non imponibile nel Paese del committente, tramite:\n<ul>\n<li>la <strong>richiesta di una dichiarazione\u00a0redatta dal committente in cui questi afferma che la prestazione \u00e8\u00a0esente o non imponibile nel suo Paese di stabilimento<\/strong>. Tale dichiarazione pu\u00f2\u00a0essere rilasciata una sola volta dal committente UE con riguardo a tutte\u00a0le prestazioni della stessa specie da lui ricevute e rimane valida finch\u00e9 non\u00a0mutano le caratteristiche del servizio reso o il trattamento fiscale previsto nello\u00a0Stato del committente.\u00a0Il prestatore stabilito in Italia, in possesso di tale dichiarazione, pu\u00f2 non includere la prestazione nell\u2019INTRASTAT dei servizi resi.<\/li>\n<li><strong>In mancanza di tale dichiarazione<\/strong>, il contribuente pu\u00f2 non includere la prestazione nell\u2019INTRASTAT solo se ha <strong>certezza, in base\u00a0ad elementi di fatto obiettivi, che per essa non \u00e8 dovuta\u00a0l\u2019imposta<\/strong> nello Stato membro del committente.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Si ritiene, infine, che in linea di principio ricorra un obbligo\u00a0generalizzato di fatturazione \u2013 ex art. 21, co.6, \u00a0DPR 633\/1972 \u2013 per tutte le prestazioni di servizi rese ad un\u00a0committente comunitario, ancorch\u00e9, per i motivi sopra detti, le stesse non vadano nell&#8217;INTRASTAT.\u00a0Tuttavia, occorre tener presente che tali operazioni, rese\u00a0nei confronti di committenti comunitari, in taluni casi, se fossero territorialmente\u00a0rilevanti in Italia, ove soggette al regime di esenzione, potrebbero fruire di esonero dall\u2019obbligo di fatturazione: quindi si conclude che <strong>non sussiste l\u2019obbligo di documentare a mezzo fattura le prestazioni di servizi rese nei\u00a0confronti di committenti comunitari, non territorialmente rilevanti ai sensi\u00a0dell\u2019art. 7-ter DPR 633\/1972, se ricorrono congiuntamente le seguenti\u00a0condizioni: <\/strong>\n<ul>\n<li>\n<ul>\n<li><strong>l\u2019operazione non va nell&#8217;INTRASTAT<\/strong>, in quanto\u00a0non \u00e8 dovuta l\u2019imposta nel Paese di destinazione;<\/li>\n<li><strong>l\u2019operazione, ove fosse territorialmente rilevante in Italia, beneficerebbe di\u00a0un regime di esonero dall\u2019obbligo di fatturazione <\/strong>(ad es. \u00a0ex artt. 22, co.1, n. 6 e 36-bis DPR 633\/1972).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>QUESITO 2. FATTURE PER INVIO DI CAMPIONI GRATUITI ED ADDEBITO DELLE SOLE SPESE DI TRASPORTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le cessioni di campioni gratuiti non costituiscono cessioni\u00a0intracomunitarie<\/strong>, in quanto prive del requisito dell\u2019onerosit\u00e0, ex\u00a0art. 41 DL \u00a0331\/1993 e, conseguentemente, <strong>non vanno\u00a0nell&#8217;Intrastat <\/strong>(<strong>CM 13\/E\/1994<\/strong> par. B.15.1.a).<\/p>\n<p>Tuttavia, se al cliente vengano addebitate le spese di\u00a0trasporto dei campioni gratuiti, queste assumono autonoma rilevanza, quale\u00a0corrispettivo della prestazione di trasporto. Quest\u2019ultima prestazione, resa nei\u00a0confronti di un committente &#8211; soggetto passivo d\u2019imposta &#8211; stabilito in altro Stato\u00a0membro, rientra tra le prestazioni generiche, ex art. 7-ter DPR\u00a0633\/1972 e come tale va nell&#8217;INTRASTAT dei\u00a0servizi resi.<\/p>\n<p><strong>QUESITO 3. MANDATO ED OBBLIGHI INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<p>Si distingue tra mandato con o senza rappresentanza:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>in caso di mandato con rappresentanza<\/strong>, poich\u00e9 il mandatario opera in nome e per conto del\u00a0cliente, gli effetti giuridici degli atti posti in essere dal mandatario ricadono\u00a0direttamente nella sfera giuridica del mandante, nei cui confronti il terzo\u00a0prestatore addebiter\u00e0 il corrispettivo del servizio ed emetter\u00e0 la relativa fattura. Pertanto,\u00a0<strong>se il soggetto A agisce in nome e per conto di B (mandato con rappresentanza),\u00a0B sar\u00e0 tenuto alla presentazione dell&#8217;INTRASTAT<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>in caso di mandato senza rappresentanza<\/strong>, gli effetti dell\u2019atto sono imputabili al mandatario che render\u00e0 successivamente in proprio la stessa\u00a0prestazione al mandante.\u00a0Conseguentemente, l\u2019obbligo della presentazione\u00a0dell&#8217;INTRASTAT\u00a0servizi ricade sul soggetto cui sono\u00a0giuridicamente imputabili le operazioni in questione. Pertanto,\u00a0<strong>se il soggetto A non agisce in nome e per conto di B (mandato senza rappresentanza), l&#8217;obbligo dell&#8217;INTRASTAT ricade su A\u00a0(mandatario).<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>QUESITO 4. TRIANGOLAZIONI CON LAVORAZIONE ED OBBLIGHI INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<p><strong>UE acquista materie prime da IT1, che su incarico di UE, consegna la merce a IT2 per la lavorazione. IT2, a fine lavorazione, consegna la merce direttamente a UE<\/strong><strong> (v. anche CM 145\/E\/1998)\u00a0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IT1 effettua una cessione intracomunitaria<\/strong> non imponibile ex art. 41, comma 1, lett. a), DL 331\/1993, per la quale emette\u00a0fattura nei confronti di FR1 ed \u00e8 <strong>tenuto a compilare l\u2019INTRASTAT<\/strong> relativo ai beni. IT1, inoltre, deve munirsi della prova dell\u2019effettiva\u00a0uscita dei beni dal territorio dello Stato, in mancanza della quale \u00e8 tenuto a\u00a0regolarizzare l&#8217;operazione con assoggettamento ad imposta.\u00a0<strong>IT2, che esegue la lavorazione, \u00e8 tenuto a<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>riportare nell\u2019apposito registro delle\u00a0lavorazioni<\/strong>, ex art. 50, co.5, DL 331\/1993, i beni ricevuti\u00a0da IT1, per conto di FR1.<\/li>\n<li><strong>emettere fattura\u00a0ex art. 7-ter DPR 633\/1972\u00a0per la lavorazione<\/strong> nei confronti del\u00a0committente FR1 ; si tratta di una operazione non rilevante\u00a0territorialmente in Italia ai fini IVA, che va comunque nell&#8217;INTRASTAT servizi resi.<\/li>\n<li><strong>cooperare con IT1 per consentire\u00a0a quest\u2019ultimo di acquisire la prova dell\u2019avvenuta spedizione<\/strong> dei beni nell&#8217;altro\u00a0Stato membro.\u00a0Si precisa che la fattispecie qui descritta si riferisce ad una\u00a0configurazione giuridica diversa da quella commentata al punto n. 19, parte II,\u00a0della CM 36\/E\/2010 in quanto, nel caso ora illustrato, entrambi i\u00a0soggetti nazionali hanno rapporti contrattuali diretti nei confronti del soggetto\u00a0francese.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>QUESITO 5. TRIANGOLARE NAZIONALE ED OBBLIGHI INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ipotesi in cui un soggetto nazionale IT2 acquista\u00a0beni da un fornitore nazionale IT1, attribuendo a quest\u2019ultimo l\u2019incarico di\u00a0spedirli direttamente al proprio cliente stabilito in altro Stato membro (v. anche CM 13\/E\/1994, par. B.16.1)<\/strong>; si precisa che il rapporto tra IT1 e IT2 si configura come operazione\u00a0interna, non imponibile ex art. 58, co.1, DL 331\/1993;\u00a0analogamente, il rapporto tra IT2 ed il cessionario stabilito in altro Stato membro\u00a0costituisce una cessione intracomunitaria non imponibile ex art. 41,\u00a0co. 1.<\/p>\n<p>La non imponibilit\u00e0 IVA nel rapporto IT1 &#8211; IT2 si applica solo se i beni vengono spediti o trasportati direttamente\u00a0nell\u2019altro Stato membro, per incarico del cessionario (IT2) a cura o a nome\u00a0del fornitore (IT1), quindi, la prova che consente di superare la\u00a0presunzione di consegna nello Stato pu\u00f2 essere rappresentata dalla\u00a0documentazione di trasporto o da qualsiasi altro documento dal\u00a0quale risulti che l&#8217;incarico del trasporto o della spedizione \u00e8 stato conferito al\u00a0cedente dal proprio cessionario <strong>(v. anche\u00a0RM 35\/E\/2010).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pertanto, ai fini INTRASTAT, l\u2019obbligo ricade esclusivamente su IT2, soggetto nazionale promotore\u00a0della triangolazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>QUESITO 6. BENI E SERVIZI NELLA STESSA FATTURA<\/strong><\/p>\n<p>Nei casi in cui <strong>nello stesso giorno<\/strong> si considerino effettuate <strong>verso lo stesso soggetto<\/strong> <strong>cessioni di beni e prestazioni di servizi<\/strong> di diversa natura,\u00a0\u00e8 possibile emettere un\u2019<strong>unica fattura<\/strong> (per le operazioni attive) ovvero un\u2019<strong>unica autofattura<\/strong> (per le operazioni passive), ex art. 21, co.3, DPR\u00a0633\/1972. Le operazioni in questione saranno distintamente indicate in fattura\/autofattura e saranno riportate, secondo la loro natura,\u00a0distintamente nell&#8217;INTRASTAT delle cessioni\/acquisti di benio servizi.\u00a0Tuttavia, nel caso in cui esista un nesso di accessoriet\u00e0 tra operazioni\u00a0diverse (v. quesito18 CM 36\/E\/2010) nell&#8217;INTRASTAT va indicato il valore globale,\u00a0sommando il corrispettivo della prestazione accessoria a quello della prestazione\u00a0principale.<\/p>\n<p><strong>QUESITO 7. ACQUISTO PRODOTTI AGRICOLI \u00a0DA SOGGETTO UE ED OBBLIGHI INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<p>Si distingue:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>se il cedente UE \u00e8 soggetto nel\u00a0proprio Stato membro ad un regime speciale IVA<\/strong>, ai sensi del quale le cessioni dal\u00a0medesimo effettuate rilevano esclusivamente nel Paese di origine dei beni (v. CM 36\/E\/2010, parte I, n. 4), senza che ci\u00f2 comporti la realizzazione, in\u00a0capo ai cessionari italiani, di un acquisto intracomunitario;<\/li>\n<li><strong>se il cedente UE agisce in regime ordinario IVA<\/strong>, i clienti italiani\u00a0dovranno adempiere a tutti gli obblighi relativi agli acquisti intracomunitari.\u00a0Tuttavia, se i clienti italiani, a loro volta, sono soggetti al regime speciale\u00a0dei produttori agricoli, ex art. 34 DPR 633\/1972, l\u2019acquisto intracomunitario si realizzer\u00e0 solo se nell\u2019anno solare precedente o nell\u2019anno in\u00a0corso detti soggetti abbiano superato la soglia di 10.000 euro di acquisti presso\u00a0cedenti stabiliti in altri Stati membri (art. 38, co. 5, lett.\u00a0c), DL 331\/1993) ovvero se, indipendentemente dal superamento di\u00a0tale soglia, i medesimi contribuenti abbiano optato per l\u2019applicazione\u00a0dell\u2019imposta in Italia.\u00a0Solo nelle ipotesi in cui i soggetti nazionali abbiano realizzato acquisti\u00a0intracomunitari saranno tenuti alla compilazione dell&#8217;INTRASTAT.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>QUESITO 8. FATTURE AUTOTRASPORTATORI ED OBBLIGHI INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<p>Gli autotrasportatori hanno la facolt\u00e0 di registrare le fatture\u00a0emesse entro il trimestre successivo a quello di emissione, in deroga all\u2019art. 23 DPR 633\/1972.\u00a0Tuttavia, <strong>gli adempimenti INTRASTAT si ricollegano al momento di emissione della fattura<\/strong> (v. CM 36\/E\/2010, parte II, quesito n. 3). Pertanto, la fattura emessa a febbraio dovr\u00e0 essere\u00a0inclusa nell&#8217;INTRASTAT\u00a0di febbraio (se contribuente mensile) o del primo trimestre (se contribuente trimestrale) dell\u2019anno in\u00a0corso,\u00a0indipendentemente dal termine di registrazione nei registri IVA.<\/p>\n<p><strong>QUESITO 9. COSTRUZIONE STAMPI ED OBBLIGHI INTRASTAT<\/strong><\/p>\n<p>La costruzione di stampi per conto di un committente comunitario \u00e8 stata\u00a0gi\u00e0 esaminata nella <strong>CM 13\/E\/1994, paragrafo B.2.3<\/strong>, ove \u00e8 stato precisato che <strong>la realizzazione \u00a0per un committente comunitario di stampi <\/strong>da\u00a0utilizzare in Italia per la produzione, a mezzo degli stessi, di beni da inviare\u00a0nell&#8217;altro Stato membro, <strong>\u00e8 \u00a0cessione intracomunitaria (non imponibile ex art. 41,\u00a0co.1, lettera a)<\/strong> <strong>qualora sussistano queste due condizioni:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>tra committente e operatore nazionale venga stipulato un unico\u00a0contratto di appalto avente ad oggetto sia la realizzazione dello stampo\u00a0sia la fornitura dei beni che con esso si producono;<\/li>\n<li>lo stampo, a fine lavorazione, venga inviato nell\u2019altro Paese comunitario,\u00a0a meno che, in conseguenza dell&#8217;ordinario processo di produzione o per\u00a0accordi contrattuali, sia distrutto o inservibile.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Qualora ricorrano le predette condizioni, la lavorazione dello stampo\u00a0deve considerarsi come accessoria alla cessione dei beni.<\/strong> Pertanto, la suddetta\u00a0prestazione non assume autonoma configurazione giuridica n\u00e9 ai fini della\u00a0fatturazione, n\u00e9 ai fini INTRASTAT.<\/li>\n<li><strong>Qualora non ricorrano le condizioni sopraindicate<\/strong>, lo sviluppo degli\u00a0stampi richiesto dal cliente UE configura una prestazione di servizio generica da includere nell&#8217;INTRASTAT come servizio reso.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/intrastat-ultimi-chiarimenti-agenzia-entrate-cm-36e2010-e-cm-43e2010-parte-1.html\">&gt;&gt;&gt;&gt;Vai alla PRIMA PARTE DELL&#8217;ARTICOLO<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.studiogiardini.com\/wordpress\/intrastat-ultimi-chiarimenti-agenzia-entrate-cm-36e2010-e-cm-43e2010-parte-2-quesiti-specifici.html\">&gt;&gt;&gt;&gt;Vai alla SECONDA PARTE DELL&#8217;ARTICOLO<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>DEVI APPROFONDIRE? 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