PLAFOND IVA: utility per l’esportatore abituale e il fornitore

Le utility per l’esportatore abituale e il fornitore, utili per la gestione del plafond IVA, sono online.

ESPORTATORE ABITUALE

Per l’ESPORTATORE ABITUALE è stato aggiornato il tool excel “UTILIZZO PLAFOND IVA FISSO“, che permette all’esportatore abituale di tenere sotto controllo il plafond disponibile, nel caso di utilizzo del plafond IVA fisso (o solare). E’ utile per:

  • controllare il plafond IVA a disposizione in tempo reale, evitando splafonamento e utilizzi impropri;
  • compilare il quadro VC della dichiarazione IVA;
  • produrre stampe da usare come pezza d’appoggio o addirittura inserire nel registro IVA vendite.

UTILIZZO PLAFOND IVA FISSO” si basa sui seguenti assunti:

  • il metodo di calcolo è quello del plafond fisso o solare: l’operatore economico, in base al plafond maturato al 31/12 dell’anno n-1, avrà una cifra fissa entro la quale nel corso dell’anno n potrà effettuare, nel rispetto delle normative applicabili, acquisti in esenzione d’IVA;
  • l’azienda quindi a partire dal 01/01 dell’anno n, di utilizzo del plafond, avrà una cifra fissa maturata nell’anno n-1 entro la quale potrà effettuare acquisti e/o importazioni in esenzione d’IVA, stando attendo a non superarla (splafonamento);
  • il plafond decade comunque, anche se non completamente utilizzato, al 31/12 dell’anno n.

FORNITORE

Per il FORNITORE dell’esportatore abituale, che ha la responsabilità di effettuare cessioni senza applicare l’IVA, è stato creato il tool excel CONTROLLO PLAFOND IVA FORNITORE, che permette al fornitore di tenere sotto controllo le cessioni ad esportatori abituali ed evitare splafonamenti. E’ utile per:

  • sommare le dichiarazioni di intento ricevute
  • controllare le cessioni in regime di non imponibilità,
  • evitare cessioni in mancanza dei presupposti, sanzionabili dal 100% al 200% dell’imposta non applicata (splafonamento ecc.);

Grazie al tool excel CONTROLLO PLAFOND IVA FORNITORE è possibile:

  • controllare il plafond IVA comunicato dall’esportatore in tempo reale
  • controllare le cessioni in regime di non imponibilità in tempo reale
  • compilare il quadro VE “Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento” della dichiarazione IVA
  • produrre stampe da usare come pezza d’appoggio.

Le utility per l’esportatore abituale e il fornitore sono sullo store del Commercialista Telematico, con cui lo Studio Giardini collabora da anni. Hanno un costo estremamente contenuto e sono utilizzabili da qualsiasi tipo di utente, anche dal meno esperto.

Per altre risorse utili vedi la pagina UTILITY & DOWNLOAD del sito

DOGANA: Certificati origine previdimati fino al 21 aprile 2020.

I certificati di origine previdimati verranno rilasciati fino al 21 aprile 2020.

Il termine iniziale del 22 gennaio è stato prorogato di 90 gg; dopo il 21 aprile la cosa migliore sarà ottenere lo status di esportatore autorizzato o registrato

Con la nota n. 200901 del 3 dicembre 2019 la Direzione centrale delle Dogane parla dell’abbandono della previdimazione a favore dell’ottenimento dello status di esportatore autorizzato (“EA”) e registrato (“ER”).

La nota ha dettato al contempo alcune misure volte a semplificare il rilascio dei certificati di origine per operazioni con profilo di rischio ridotto.

A partire dal 22 gennaio 2020 (V. nota n. 91956/2019) gli operatori privi dello status di EA o ER dovranno richiedere il rilascio dei certificati di origine secondo le istruzioni e modalità procedurali indicate nella circolare n. 11/2010, cioè:

  • in occasione di ogni spedizione dovranno presentare in Dogana il formulario di domanda del certificato, con tutte le pezze d’appoggio comprovanti l’origine preferenziale della merce che verrà esportata, e con anticipo rispetto alla presunta data di presentazione della dichiarazione doganale;
  • il rilascio potrà avvenire solo una volta espletate le attività istruttorie sulla documentazione comprovante l’origine delle merci;
  • potranno esserci istruttorie light in base alle caratteristiche del richiedente (ad es. soggetto AEO) e al livello di rischio dell’operazione.

Questa procedura di richiesta dei certificati causerà maggiori oneri, tempi di rilascio più lunghi e quindi maggiori tempi di consegna della merce. Lo stesso se l’operatore economico vende con Incoterms Ex Works, poichè anche in tal caso, il vettore che procederà al ritiro della merce e alla richiesta del certificato di origine (al momento della presentazione della dichiarazione doganale) dovrà attendere l’esito dell’istruttoria per il rilascio del certificato prima di procedere con il trasferimento della merce fuori dall’UE. E’ semplicemente improponibile per chi esporta.

Quindi, se la modalità semplificata di rilascio dei certificati (“previdimazione”) sarà abolita, l’alternativa unica praticabile è l’acquisizione dello status di esportatore autorizzato (EA) o registrato (ER), che consente l’autocertificazione dell’origine su fattura o altro documento commerciale.

L’acquisizione dello status ora è possibile anche per i rappresentanti doganali, (case di spedizione e spedizionieri doganali ex art. 1 n. 19 Reg. UE 2015/2446), se in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla normativa di riferimento e siano in grado, in sede di verifica, di provare il rispetto delle regole di origine e quindi il carattere originario dei prodotti delle merci esportate, non potendo fare semplice riferimento al proprio cliente-venditore delle suddette merci. Questa soluzione può essere interessante per quei soggetti che non possono ottenere lo status EA o ER (ad es. perché non stabiliti nell’UE, oppure perché non hanno il requisito dell’abitualità delle esportazioni).

In conseguenza a quanto sopra, gli Uffici locali hanno visto aumentare notevolmente le richieste di rilascio della relativa autorizzazione e, non riuscendo a evaderle entro la scadenza del 22 gennaio, hanno la facoltà di prorogare il termine stabilito nella nota n. 91956 di ulteriori 90 giorni, decorrenti dal 22 gennaio 2020, per i certificati di origine previdimati.

Dopo il 21 aprile 2020 sarà quindi importante per evitare rallentamenti ottenere lo status di EA o ER; sono previste comunque possibilità di rilascio del certificato contestualmente alla presentazione della richiesta in tutti i casi “in cui la documentazione presentata sia esaustiva, avvalendosi a tal fine di riscontri già effettuati, come nei casi di operazioni di carattere ripetitivo”.

V. anche UTILITY & DOWNLOADS/DOGANA

Il Bando MARCHI+3 riapre dal 30/03/2020

Il Bando MARCHI+3 riapre dal 30/03/2020.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha nuovamente incrementato la dotazione finanziaria del Bando MARCHI+3. Pertanto, con la riapertura del bando, il form per l’assegnazione del protocollo online sarà nuovamente attivo a partire dalle ore 9:00 del 30/03/2020 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili (G.U.R.I. n. 283 del 03-12-2019).

Il Bando MARCHI+3 era stato aperto una prima volta il 07/03/2018 ed era stato chiuso il 03/05/2018 (G.U.R.I. n. 101 del 03/05/2018), poi riaperto dall’11/12/2018 (G.U.R.I. n. 281 del 03-12-2018) fino alla chiusura in data 14/03/2019 (G.U.R.I. n. 62 del 12-03-2019) per l’esaurimento delle risorse stanziate per il bando. La dotazione finanziaria iniziale pari ad euro 3.825.000,00 è stata portata a euro 6.027.640,02.

Le nuove risorse inserite questa volta (G.U.R.I. n. 283 del 03-12-2019) sono pari a euro 3.516.745,92.

Le nuove risorse saranno destinate:

  • alle domande di agevolazione presentate a valere sul Bando MARCHI+3 per le quali alla data del 14/03/2019, data di pubblicazione dell’avviso di sospensione del bando, è stato attribuito il numero di protocollo on-line e che non hanno trovato copertura finanziaria con le risorse originariamente stanziate per il suddetto bando,
  • alle nuove domande a partire dal 30/03/2020.

Il Bando MARCHI+3 dal 30/03/2020 eroga agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione di marchi dell’Unione europea ed internazionali.

Di seguito la sintesi del Bando MARCHI+3 (articolo del 21/12/2017) che resta perfettamente valida, ed alla quale si rimanda.

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PLAFOND IVA: semplificazioni dal 01/01/2020

Semplificazioni PLAFOND IVA dal 01/01/2020 ancora incerte.

Dal 01/01/2020, sono previste le seguenti novità in materia di lettere di intento:

  • eliminazione dell’obbligo dell’esportatore abituale di consegnare o inviare al proprio fornitore la dichiarazione di intento, insieme alla ricevuta di trasmissione rilasciata dall’Agenzia Entrate;
  • indicazione nelle fatture emesse (o nelle bolle doganali) degli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione di intento e non genericamente quelli della stessa;
  • eliminazione numerazione progressiva e annotazione in apposito registro per l’emissione e il ricevimento delle dichiarazioni di intento;
  • aumento della sanzione ex art. 7 co.4-bis DLgs. 471/1997, per il fornitore fattura in regime di non imponibilità IVA, senza aver prima riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione di intento all’Agenzia Entrate.

Manca il provvedimento attuativo

Manca ad oggi il provvedimento attuativo del direttore dell’Agenzia Entrate (sarebbe dovuto uscire entro 60 gg. dall’entrata in vigore della L. 58/2019, cioè entro il 29/08/2019, ma i termini valgono solo per i contribuenti), è meglio quindi, prima di applicare la nuova disciplina, continuare a inviare la dichiarazione di intento al fornitore, con la ricevuta dell’Agenzia Entrate. Così facendo il fornitore è a conoscenza degli estremi del protocollo di ricezione della lettera d’intento, e può indicare nelle fatture emesse all’esportatore abituale, gli estremi, sia della dichiarazione di intento (data e numero), sia del protocollo di ricezione della stessa. Questo è sicuramente il modus operandi più prudente, sperando che operativamente si abbiano delle soluzioni agevoli.

Importanza del controllo del plafond

Resta sempre importante il controllo del plafond IVA, quindi:

  • per l’esportatore abituale, del suo UTILIZZO; può essere utile il tool excel “UTILIZZO PLAFOND IVA”, per il controllo dell’utilizzo del plafond IVA dell’esportatore abituale
  • per il fornitore dell’esportatore, del CONTROLLO delle CESSIONI: può essere utile il tool excel “CONTROLLO PLAFOND FORNITORE”, per il controllo delle cessioni in regime di non imponibilità IVA ex art.8 co.1 lett. c) DPR 633/1972 ad esportatori abituali.