TERRITORIALITA’ IVA Servizi Elettronici

Recepita la nuova territorialità IVA per i servizi elettronici

Il D.Lgs che recepisce (tardivamente), la direttiva 2017/2455/UE sulla territorialità IVA per le prestazioni di servizi TBES (telecomunicazione, teleradiodiffusione e servizi elettronici), rese a committenti UE non soggetti passivi di imposta.

Le disposizioni del decreto entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma la direttiva risulta efficace già a decorrere dal 1° gennaio 2019.

NUOVA TERRITORIALITA’ SERVIZI ELETTRONICI

In sintesi, per i servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e per i servizi forniti per via elettronica nei confronti di privati di altri Stati UE, l’operazione è territorialmente rilevante nello Stato del prestatore, ex art. 7-octies DPR 633/72, se:

  • il prestatore è un soggetto IVA stabilito in uno Stato UE che presta i servizi a privati stabiliti in un altro Stato UE;
  • il valore totale, al netto dell’IVA, dei servizi elettronici resi da tale soggetto nei confronti di privati non supera, nell’anno civile corrente e in quello precedente, la soglia di 10.000 euro (o il controvalore in moneta nazionale)

Il fornitore può comunque optare, con un vincolo biennale, per l’applicazione dell’IVA nello Stato UE del committente.

Ex Allegato II direttiva 2006/112/Ce in relazione ai servizi elettronici, i soggetti passivi possono applicare l’IVA nello Stato di stabilimento se forniscono (fermo il limite di 10.000 euro annui) :

  • siti web e web hosting o gestione a distanza di programmi e attrezzature;
  • software e relativi aggiornamenti;
  • immagini, testi e informazioni e messa a disposizione di basi di dati;
  • musica, film, giochi, programmi o manifestazioni politici, culturali, artistici, sportivi, scientifici o di intrattenimento;
  • prestazioni di insegnamento a distanza.

REGIME DEL MOSS

Il D.Lgs amplia anche la portata del MOSS:

  • i prestatori di servizi che non si sono identificati nei diversi Stati UE ove il servizio è destinato possano assolvere l’IVA dovuta in tale Stato;
  • viene esteso l’utilizzo del MOSS anche ai soggetti passivi extra UE registrati ai fini IVA in uno Stato membro UE;
  • il prestatore che opta per il MOSS non dovrà più seguire le regole di fatturazione dello Stato di destinazione dei servizi ma quelle dello Stato in cui è identificato (deroga al principio generale ex art. 219-bis, par. 1 direttiva 2006/112/CE).

In Italia, i servizi elettronici, se rilevanti nel territorio dello Stato, non richiedono emissione della fattura (art. 22 co.1 n. 6-ter DPR 633/72), né di documentare i corrispettivi, ad es. con scontrino o ricevuta fiscale (DM 27 ottobre 2015).

Vai alla sezione dedicata del sito: TERRITORIALITA’ SERVIZI ELETTRONICI

FOTOVOLTAICO: Utility Dichiarazione Annuale Consumo

Utility per la Dichiarazione Annuale Consumo (Mod. AD-1) aggiornata – IMPIANTI A CESSIONE TOTALE.

L’adempimento, obbligatorio per tutti coloro che hanno un impianto fotovoltaico in regime di Cessione Totale > 20 kw, va effettuato   all’Agenzia delle Dogane entro il 31/3 di ogni anno tramite il Servizio Telematico Doganale (per il solo 2020, causa COVID-19, entro il 30/06).

Le sanzioni previste in caso di inadempimento vanno dai 500 € ai 3000 € fino nei casi più gravi alla sospensione dell’incentivo da parte del GSE.

Per assolvere agli adempimenti proponiamo:

1) una utility in excel per chi ha l’impianto fotovoltaico a Cessione Totale con istruzioni;

2) un e-book in pdf che spiega come :

– scaricare e far funzionare il software ministeriale (problemi con Java, antivirus);

– fare la dichiarazione di consumo, passo per passo, e i casi particolari (ad es. il cambio di contatore in corso d’anno);

– fare l’invio telematico passo per passo.

3) l’e-book utilissimo RINNOVARE I CERTIFICATI DI FIRMA DIGITALE AGENZIA DOGANE + CREDENZIALI DI ACCESSO AL SERVIZIO TELEMATICO DOGANE (STD) in aggiunta GRATIS!

PER SCARICARE IL PRODOTTO: UTILITY DICHIARAZIONE ANNUALE CONSUMO – Impianti a Cessione Totale

Hai invece un impianto Fotovoltaico in Regime di Scambio Sul Posto? Vedi l’UTILITY DICHIARAZIONE ANNUALE CONSUMO – Impianti a Scambio sul Posto

VEDI ANCHE: FOTOVOLTAICO – sezione dedicata del sito

 

Bando Impresa SIcura: graduatorie online

Graduatorie online del Bando Impresa SIcura – Contributo 100% spese sostenute dalle imprese per acquisto DPI dispositivi di protezione individuale

Ecco i risultati del click day, formalmente da lunedì 11 Maggio fino al 18 maggio.

Graduatoria AMMESSE Impresa SIcurahttps://prenotazione.dpi.invitalia.it/doc/DPI_GRADUATORIA_AMMESSE.pdf

Numero ditte ammesse: 3.150

L’ultima ditta ammessa ha fatto il tempo di 09:00:01.046749

Graduatoria NON AMMESSE Impresa SIcurahttps://prenotazione.dpi.invitalia.it/doc/DPI_GRADUATORIA_NON_AMMESSE.pdf

Numero ditte ammesse: 194.175

Sono state ammesse a contributo con questo incivile metodo del click day applicato dall’INAIL nei suoi bandi (i fondi erano ricordiamo dell’INAIL) appena l’1,5% delle aziende partecipanti; per loro si apre ora dal 26 maggio la fase 3:

  • FASE 3 – Le imprese finanziate devono presentare domanda di rimborso dal 26 maggio all’11 giugno

Vedi anche:

Vai alla sezione del sito dedicata all’emergenza COVID-19

INTRA UE: prova cessione intra UE secondo criteri anche italiani

Prova cessione intra UE secondo criteri anche italiani.

L’Agenzia Entrate, con la CM 12/E/2020, chiarisce l’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di prova del trasporto in una cessione intra UE, anche in relazione alle VAT quick fixes 2020 (applicabili dal 1/1/2020, introdotte ex art. 45-bis Reg. UE n. 282/2011).

VAT QUICK FIXES 2020

Sono finalizzate ad uniformare la prova della cessione intra UE negli Stati membri: in sintesi, le nuove regole direttamente applicabili negli Stati UE stabiliscono presunzioni relative, diverse a seconda che il trasporto sia a carico del venditore o dell’acquirente e che sono valide solo se il trasporto è effettuato da un terzo per conto della parte obbligata.

TRASPORTO (EFFETTUATO DA UN TERZO) A CARICO DEL VENDITORE

Si presume che i beni siano stati spediti o trasportati nello Stato UE di destinazione qualora il venditore dichiari tale circostanza e sia in grado di produrre alternativamente:

  • almeno due elementi di prova non contraddittori, rilasciati da due diverse parti indipendenti e diverse da quelle tra cui interviene la compravendita, tra quelli previsti, ossia documenti relativi al trasporto o spedizione quali ad esempio un documento o una CMR firmata, una polizza di carico, una fattura di trasporto aereo, una fattura emessa dallo spedizioniere,
  • ovvero uno degli elementi di prova di cui al punto precedente unitamente a uno dei seguenti documenti, anche in questo caso rilasciati da due diverse parti indipendenti e diverse da quelle tra cui interviene la compravendita: una polizza assicurativa o i documenti bancari attestanti il pagamento della spedizione o trasporto, i documenti rilasciati da una pubblica autorità (ad esempio un notaio) che confermi l’arrivo dei beni nello Stato di destinazione, una ricevuta rilasciata da un depositario nel medesimo Stato che confermi il deposito dei beni in detto Stato membro.

TRASPORTO (EFFETTUATO DA UN TERZO) A CARICO DELL’ACQUIRENTE

In tal caso è necessario che il fornitore sia in possesso, oltre che della documentazione richiesta nel caso precedente, anche di una dichiarazione scritta dell’acquirente stesso che certifichi l’avvenuto trasporto a suo carico e che identifichi lo Stato membro di destinazione dei beni.

TRASPORTO EFFETTUATO DA FORNITORE O ACQUIRENTE

Nel caso in cui il trasporto o la spedizione dei beni sia stata effettuata dal fornitore o dall’acquirente senza l’intervento di parti terze, come chiarito dalle Note esplicative della Commissione UE e anche dall’Agenzia Entrate, l’applicazione della presunzione relativa è esclusa.

PROVA CESSIONE INTRA UE IN ITALIA

In Italia non vi sono norme specifiche ma diversi documenti di prassi (RM 19/E/2013, RM 71/E/2014, Risposta a interpello 8 aprile 2019 n. 100, ecc. – vai alla sezione dedicata del sito).

Pertanto, nei casi in cui la presunzione di cui sopra non possa valere, l’Agenzia conclude con il principio fondamentale per cui la prassi nazionale continua a trovare applicazione. Ne consegue che è compito dell’Agenzia valutare, caso per caso, la documentazione di prova prodotta in base alle prescrizioni della prassi nazionale.